Posts Tagged ‘Sandro Penna’

Sandro Penna tra vita e realtà (a quarant’anni dalla morte)

22 gennaio 2017

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Sandro Penna ci lasciò il 21 gennaio 1977. Per ricordarlo ripropongo un mio testo del 2007. (c.e.)

Non c’è, nella letteratura italiana, un poeta che, come Sandro Penna, abbia delimitato in modo preciso e assoluto il proprio mondo poetico. Nulla, o quasi, dell’agire umano rientra negli interessi del suo universo. L’agire umano, qualunque ne sia il campo, non desta in Penna alcun interesse. Il mondo reale, con la congerie di problemi, di complicazioni, non trova spazio, se non come mondo “altro” da escludere o escludente. Da qui muove in duplice direzione. Il mondo degli uomini, o, per meglio dire, degli adulti, dei loro commerci e affanni non sollecita alcuna curiosità. Rarissime sono le “apparizioni” di adulti e tutte più o meno casuali o svolgenti la funzione prosaica di rompere l’incanto del costrutto erotico e ricondurre la vita, deprivata di ogni valenza vitale, nel viale a-poetico della realtà. Quando invece questo mondo è escludente, il Penna poeta avverte questo suo essere fuori posto (La sera la vergogna ai colmi vini / mi prese: alla taverna cosa stavo io a fare?) [da Croce e delizia]*, questa negazione del riconoscimento di sé come soggetto umano. La sua disappartenenza diventa concreta, si manifesta in disagio da cui non si esce se non con una repentina e reiterata fuga.

Solo in questo caso il buio lo garantisce, lo preserva dal pensiero di un sé confuso e diffuso in gruppi di apparentemente simili. (more…)

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La poesia è sempre segreta (Sandro Penna visto da Carmelo Vera Saura)

2 febbraio 2012

Il 12 giugno 1906 nasceva a Perugia Sandro Penna

La poesia è sempre segreta
Intervista a Carmelo Vera Saura, a cura di Enrico Cerquiglini

Parlando con un docente universitario spagnolo, come lei, la prima cosa che mi viene da chiedere è come sia entrato in contatto con la poesia di Sandro Penna e quale immediata impressione ne abbia riportata?

Ho conosciuto Penna negli anni da studente all’Università di Murcia, se non sbaglio nel leggere un articolo su Penna, forse il primo in Spagna, su una rivista letteraria, Hiperión (nº 4, 1980, “Sandro Penna o la santidad del poeta”, di Alejandro Vilafranca), letto nel 1981 o nel 1982; più tardi, probabilmente in uno dei due viaggi realizzati a Perugia per studiare all’Università per Stranieri, nell’estate del 1982 o del 1983, su qualche antologia acquistata o rubata perché non avevo soldi, molto probabilmente quella folta e bellissima di Alberto Frattini e Pasquale Tuscano, terza edizione del 1981, Poeti italiani del XX secolo (Brescia, La Scuola). La prima impressione è stata di sorpresa, di qualcosa di nuovo, abbagliante, di una parola vergine adolescenziale, tanto consona al mio spirito, ecco perché mi sentii “impigliato nel miele” della sua parola man mano che lo leggevo.

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