Posts Tagged ‘morte’

Piove. Promenade des Anglais

15 luglio 2016

Hommage_a_Martinetti_www.martinetti.fr

Piove. Una pioggia d’oro.
Lo dicono gli occhi di una faccia
scavata da rughe millenarie;
mani nodose, colpite da terra e pietre,
disegnano curve e snodi epocali
nell’aria grigia di pioggia.
Eravamo in tanti, dopo la guerra,
a lavorare a Nizza – la pioggia d’oro
è senza tregua – manovali perlopiù,
“macaronì” ci chiamavano ma ci si capiva
– loro la chiamano Nis.
Dimenticate ormai, mai ricordate,
Aigues-Mortes, babis, kroumirs,
con gli echi del coup de poignard dans le dos
negli occhi di reduci mutilati
ma servivano operai, c’era tanto da fare.
Fu il reverendo Lewis Way,
pietoso alle mani tese des mendiants,
a smuovere i cuori dell’algido albione
per tracciare come un arco
le Chemin des Anglais (Garibaldi
aveva quattordici anni
e Nizza era ancora sabauda).
Cinque chilometri di braccia,
sulle spalle della Baie des Anges,
che accolgono i contadini mare
(qui furono condotti, dalla compassione
degli angeli, gli ingannati dal Serpente,
dopo la cacciata dall’Eden).
La corsa d’un ange dechu
ha reciso le braccia
sotto una fitta pioggia cruenta.

Ezio Valecchi: si è spenta la voce del poeta contadino

10 settembre 2014

ezio_valecchi

Quando muore un poeta il mondo diventa irrimediabilmente più povero. Lo diventa ancora di più se a lasciarci è l’ultimo grande, vero poeta del mondo contadino: Ezio Valecchi. Nato il 22 giugno 1923 a San Lorenzo di Trevi, Ezio se n’è andato ieri, 9 settembre 2014 a Spoleto. Con lui scompare la voce dialettale, la voce dei senza voce, di coloro che hanno irrorato le terre di sudore e sangue, che hanno conosciuto la miseria e lo sfruttamento assoluto, che hanno disegnato il territorio con le mani e con gli animali, che hanno vissuto senza la luce di nessun riflettore, che parlavano una lingua che ai più può sembrare aspra, dura, senza poesia. Eppure la lingua di Ezio Valecchi è una lingua viva che ricorda fiati vinosi, facce scavate, mani callose e dure, gesti antropologicamente scomparsi, battute feroci, parole dirette non mediate da scuola e televisione.

(more…)

Veglia funebre

2 marzo 2012

Dialoghetto funebre tra un lontano parente del defunto (LPD) e un parente lontano del defunto (PLD). Il dialoghetto è avvenuto davanti alla porta d’ingresso della camera del trapassato.

(LPD): Ormai ci si vede solo in queste circostanza
(PLD): Non c’è mai tempo… a pensare che facciamo questa fine…
(LPD): Ma com’eravate parenti
(PLD): Mio padre e sua madre erano cugini di primo grado
(LPD):Mia moglie è una cugina del nipote
(PLD): Era una gran brava persona
(LPD): Sono sempre i migliori che se ne vanno
(PLD): Non era neanche tanto vecchio
(LPD): La morte a qualsiasi età è brutta
(PLD): Stava male da molto?
(LPD): Stava male, ma nessuno se l’aspettava
(PLD): Ha sofferto molto?
(LPD): Si è spento come una lampadina
(PLD): Sembra quasi che dorma
(LPD): Ha il volto sereno
(PLD): Davvero una gran perdita

A questo punto è arrivata una delle figlie del defunto e si sono precipitati in baci, abbracci e un profluvio di sentite condoglianze.

Alberto Mario Moriconi: un grande poeta se ne’è andato

2 febbraio 2012

Alberto Mario Moriconi se n’è andato. Piango un poeta, tra i maggiori del ‘900, piango un uomo che amavo come un padre, che parlava ad alta voce scandendo le parole per essere sempre chiaro.
L’avevo sentito pochi giorni or sono. Gli avevo accennato del parco letterario che si sta predisponendo a Città della Pieve e dei suoi testi che avrei inserito. Era raggiante come un adolescente, entusiasta come un poeta che vede realizzare parte di un suo sogno. (more…)

La scomparsa di Angelo Ferrante

2 febbraio 2012

È ben triste doversi svegliare e pensare che Angelo Ferrante non è più con noi! È triste e doloroso per i suoi cari, lo è per me che ho avuto la fortuna di averlo come Amico, è triste e doloroso per la poesia che ha coltivato fino all’ultimo. Ora che non c’è più e il dolore morde, anche le parole si gelano e si sottraggono alla coscienza.
Riposa amico mio, la vita che corre nei tuoi versi non teme la morte.

e.c.

Di seguito riporto la mia recensione a Dentro la vita (Moretti & Vitali, 2007) pubblicata su “La clessidra” (1, 2009).

Angelo Ferrante poeta viene da lontano. Già nel 1983, con Segni, mostrava di dominare la materia con estrema disinvoltura, inserendosi nel filone dello sperimentalismo linguistico (sperimentalismo non avanguardia!) alla ricerca di un dire che non fosse una pedissequa imitazione dei classici italiani e stranieri.
Lo sperimentalismo ha attraversato gran parte della produzione di Ferrante raggiungendo il suo culmine con Reperti fonici (Anterem, 2000), opera in cui significato e significante si fondono in strutture inedite e dense di materia e realtà.
L’approdo ad una versificazione, apparentemente più in linea con la tradizione italiana, si è avuto con Racconto d’inverno (Manni, 2002) Senso del tempo (Book, 2003) e Lessico privato (Stamperia dell’Arancio, 2004) e si è riconfermato con questo Dentro la vita edito da Moretti & Vitali, nel 2007, nella collana Fabula. (more…)

Ciao Paolo!

2 febbraio 2012