Posts Tagged ‘diritti’

La strategia del gambero larmoyante

4 giugno 2012

Autore: Carlos Latuff

In principio fu Marchionne, poi venne Monti, poi la larmoyante ministra Fornero. Cominciarono col dirci che gli accordi di Pomigliano rappresentavano un unicum, che non sarebbero stati estesi ad altri stabilimenti, ecc. In breve: bisognava rinunciare a dei diritti, ma solo in via eccezionale. La via eccezionale – Pomigliano docet – è diventata regola con qualche aggiustamento per renderla più cocente e cogente. Per rientrare in fabbrica è necessario non aver in tasca la tessera della Fiom, che ha osato opporsi al potere di chi può ciò che vuole. Poi, dopo la tragicommedia burleskoniana, è arrivato il neo senatore professore bocconiano prestigioso stimato in Europa, Asia, Africa, Oceania, America, Marte, Nettuno, Giove, Mercurio, con l’alto incarico di salvare il paese dal baratro, di traghettare gli scettici italici verso il futuro. (more…)

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Della logica del capitalismo del terzo Millennio

6 aprile 2012

Foto di John Mayall

Julius Henry "Groucho" Marx

L’assunto del buonismo capitalista è molto semplice. È caduto il muro di Berlino. Sono caduti i regimi del socialismo reale, restano in piedi e traballanti Corea del Nord e Cuba. La Cina propone una forma di “capitalismo-comunista” molto accattivante, niente diritti ai lavoratori e grandi profitti per gli investitori (fuor di metafora, povertà per chi lavora – uguaglianza – e ricchezza smisurata per i capitalisti – massimizzazione degli utili). I partiti comunisti dell’Europa occidentale sono crollati uno dopo l’altro. I partiti socialisti sono diventati fiancheggiatori del mercato ultra-libero. I sindacati sono stati addomesticati e utilizzati per far passare e digerire norme antisociali. Il lavoro – unica fonte di vera ricchezza – è stato artatamente dequalificato e ridotto a costo, svuotandolo di ogni implicazione etica. La finanza ha acquisito una centralità totemica. I costi sociali sono rappresentati come privilegi. Il ruolo dello Stato è ridotto al ruolo di una politica che mostra il peggio di sé – corruzione, familismo, concussione, ecc. . La politica, quindi lo Stato, è in sé negativo e limita le forze libere dell’economia, frena la “mano invisibile del marcato” – la grande uguagliatrice. I diritti sono un freno alla produzione e alla libera concorrenza. L’uguaglianza può essere realizzata solo verso il basso, ogni tentativo di spostarla verso l’alto ha costi insostenibili. La ricchezza è la sola vera virtù, comunque la si raggiunga e mantenga. Il mercato è globale, ovvero è globalizzato lo sfruttamento: produrre dove costa meno e vendere dove il prezzo è più alto quasi a giustificare la legge del caos di Edward Lorenz: se sfrutti un operaio in India in America o in Europa si genera un miliardario e gli effetti prodotti dal miliardario non sono inferiori a quelli di un tornado. (more…)