Posts Tagged ‘cultura’

Sandro Penna tra vita e realtà (a quarant’anni dalla morte)

22 gennaio 2017

davoli-penna-pasolini

Sandro Penna ci lasciò il 21 gennaio 1977. Per ricordarlo ripropongo un mio testo del 2007. (c.e.)

Non c’è, nella letteratura italiana, un poeta che, come Sandro Penna, abbia delimitato in modo preciso e assoluto il proprio mondo poetico. Nulla, o quasi, dell’agire umano rientra negli interessi del suo universo. L’agire umano, qualunque ne sia il campo, non desta in Penna alcun interesse. Il mondo reale, con la congerie di problemi, di complicazioni, non trova spazio, se non come mondo “altro” da escludere o escludente. Da qui muove in duplice direzione. Il mondo degli uomini, o, per meglio dire, degli adulti, dei loro commerci e affanni non sollecita alcuna curiosità. Rarissime sono le “apparizioni” di adulti e tutte più o meno casuali o svolgenti la funzione prosaica di rompere l’incanto del costrutto erotico e ricondurre la vita, deprivata di ogni valenza vitale, nel viale a-poetico della realtà. Quando invece questo mondo è escludente, il Penna poeta avverte questo suo essere fuori posto (La sera la vergogna ai colmi vini / mi prese: alla taverna cosa stavo io a fare?) [da Croce e delizia]*, questa negazione del riconoscimento di sé come soggetto umano. La sua disappartenenza diventa concreta, si manifesta in disagio da cui non si esce se non con una repentina e reiterata fuga.

Solo in questo caso il buio lo garantisce, lo preserva dal pensiero di un sé confuso e diffuso in gruppi di apparentemente simili. (more…)

La degenerazione italica

9 aprile 2013
Autore: Harald Wallin

Autore: Harald Wallin

Dalla metà degli anni Sessanta del secolo scorso, Pasolini cominciò a parlare del mutamento antropologico degli italiani e individuava nella televisione lo strumento che stava imponendo un nuovo potere dittatoriale, molto più pericoloso di quello del famigerato Ventennio, perché finiva per privare l’uomo di ogni appartenenza e di ogni cultura per sostituire in lui la realtà con il consumo, con l’edonismo, con l’individuo-massa. Questo mondo che Pasolini vedeva profilarsi era dallo stesso chiamato “universo orrendo”. Quasi quarant’anni sono trascorsi dall’omicidio Pasolini e nella realtà italiana si sono conosciuti cambiamenti che lo stesso poeta bolognese avrebbe stentato ad immaginare. (more…)

La deriva etica del paese di Enrico Cerquiglini

2 febbraio 2012

LA DERIVA ETICA DEL PAESE

Stiamo assistendo da anni a qualcosa che forse anche i sociologi più attenti hanno sottovalutato e sottostimato: la deriva etica del paese. I fatti che le cronache delle gazzette stigmatizzano, non senza una certa pruderie, stanno producendo uno strano effetto, spesso opposto a quello che molti si sarebbero aspettati. Anziché montare l’onda dell’indignazione – come dovrebbe essere in paese civile –, monta un’ondata di simpatia/invidia per il premier e la sua cerchia di fedelissimi.

Non è in sé importante se le accuse, più o meno velate, verranno provate o smentite da indagini giudiziarie et similia, ma è importante sentire i commenti della gente. Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe è scattato un senso di simpatia per i presunti stravizi del premier. “Che c’è di male se un settantenne si accompagna con una sedici-diciassettenne?”, “Che c’è di male se le riunioni politiche vengono allietate da giovani donne che dietro pagamento intrattengono sessualmente i partecipanti?”, “Magari avessi io 2/3000 euro per scoparmi una così!”, “Ma è normale se una ragazza vuol fare televisione che debba passare per più di un letto!”, “Le ragazze sanno che se vogliono far strada devono darla via”. Non sono estratti di uno stupidario maschilista ma frammenti di un discorso da bar, trascritti letteralmente (sono state omesse solo le bestemmie, usate come intercalari, ed edulcorate alcune espressioni): la cosa più inquietante è che le poche donne presenti a questo sfoggio di erudizione annuivano e sorridevano – alcune erano giovani, probabilmente maturande o universitarie, altre signore sorrette da cure estetiche e dall’età imprecisabile. (more…)

Calpestare l’oblio – Perché si attacca un e-book di poesie?

2 febbraio 2012

Certo chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche
il pensiero è come l’oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare
così stanno bruciando il mare.

(Lucio Dalla, da Com’è profondo il mare)

La poesia italiana degli ultimi anni sta mostrando una forte sensibilità civile ed essendo questa la forma d’arte meno omologata e omologabile meglio si rapporta coi mutamenti in atto, meglio li indaga e li stigmatizza. In questo suo essere nella realtà, e scevra da padroni, seguendo il “nulla al ver detraendo”, libera da pastoie commerciali ed editoriali, rappresenta un’arma dalle immense potenzialità.

In Calpestare l’oblio c’è una tendenza nuova di ritorno al “documento”, verso ciò che non deve essere qualificato come “prodotto d’arte” e può perciò sottrarsi al mercato. La violenta reazione a cui è andata incontro l’antologia testimonia questa sua pericolosa libertà di denuncia e di sottrazione alle esigenze di una “cultura”oggi forzata alle semplificazioni e al revisionismo. La fame di realtà che non dev’essere svezzata. La via che conduce a una vera comprensione della poesia è sbarrata, perché passa attraverso la cultura, oggi biodegradata nella de-umanizzazione degli spettatori/scolari/lettori della stampa. In un sistema pianificato come quello attuale in Italia ogni intervento è pericoloso quando si propone come strumento di verità e non di propaganda. (more…)

IL MONDO DELLE ANTOLOGIE E ATTUALITA’ DEL SELFPUBLISHING di Mario G. Gabriele

2 febbraio 2012

IL MONDO DELLE ANTOLOGIE

di Mario G. Gabriele

Antologizzare un periodo della nostra letteratura, pone ai curatori non pochi problemi di coscienza e di comportamento critico informativo, specie quando l’esame ermeneutico colloca in una zona di invisibilità autori validi e di lunga militanza, esautorati da una regia manageriale rivolta sempre di più al profitto che alla realtà storica presa in esame.

Nel suo fortunato -Repertorio della poesia italiana contemporanea: Febbre furore e fiele, Mursia, 1983 – Giuseppe Zagarrio pone in essere un principio etico di chiara rilevanza, che dovrebbe funzionare da password per molti critici interessati a redigere – storie letterarie -. Infatti, nella sua relazione conclusiva, Zagarrio dichiara che “Le antologie si fanno (si sono sempre fatte e si faranno) così come i codici della giustizia, i partiti della libertà, le chiese della fede religiosa, le città perfette dell’utopia sociale: è il segno oggettivo della loro necessità e dunque anche della loro utilità. Sempre che non pretendano di essere strumenti esaustivi della realtà e soprattutto non diventino operazioni politicamente interessate di restaurazione, di frenaggio”. Quindi “no all’antologia per quel che è di elitario, parziale, autoritario, e sì alle tante, tantissime antologie in funzione di quel no”. (more…)

2008: il discreto fascino dell’ipocrisia

2 febbraio 2012

Passeggere. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest’anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.

Avrei voluto continuare parodiando la celebre operetta morale del Leopardi, il serrato botta e risposta tra il Passeggere e il Venditore, ma ho preferito uscire dai rimandi letterari, dalle finzioni sovrapposte ad altre finzioni. Tutti sappiamo che il nuovo anno, il 2008, sarà peggiore del 2007 ma di certo migliore del 2009 che a sua volta sarà migliore del 2010 e così a seguire. Lo sappiamo tutti, eppure, con un’ipocrisia che sa di incoscienza innaffiata a volte da ingenua innocenza (“gli innocenti sono colpevoli”, Pasolini) continuiamo a rassicurarci che il nuovo anno sarà migliore, sarà pieno delle cose che più desideriamo ecc. ecc.

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