Perché si invoca la guerra contro gli attentati di Parigi?

14 novembre 2015

Attentato

Non mi piace questa confusione, questo mescolanza di frammenti di emozioni, di pulsioni, di ideologie e sfoghi.
Parigi ha subito di notte una vera e propria azione criminale mirante a colpire gente inerme, gente che aveva l’unica colpa di trovarsi in luoghi di svago e divertimento (teatri, ristoranti, stadio, ecc.). Questo attentato va condannato senza riserve di sorta.
La Francia, come tutto l’Occidente, ha grosse responsabilità sulla destabilizzazione del mondo islamico.
La genesi dell’Isis è tutt’altro che chiara: com’è nato? Con quali armi combatte? Chi gliele fornisce? Chi lo finanzia? Quali sono i suoi obiettivi? Per chi combatte e in nome di chi? Chi ne addestra le truppe? È davvero la costituzione del califfato il suo obiettivo?
Questi terribili attentati fanno crescere un atteggiamento di diffidenza se non di forte avversità nei confronti del mondo islamico, finendo quasi per identificare milioni di islamici come potenziali terroristi. Molti gettano benzina sul fuoco alimentando una tale identificazione, cercando di far nascere (o rinascere) l’idea di un inevitabile scontro di civiltà.
Già troppi parlano di guerra. Di guerra di fatto. Eppure sappiamo bene tutti che l’unica guerra che si vince è quella che si evita. Leggi il seguito di questo post »

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Ma che paese è questo?

22 settembre 2015

corruzione-italia

Come può definirsi un regime in cui vengono fatte leggi per incrementare in modo spropositato il profitto degli imprenditori a scapito dei diritti basilari dei lavoratori?
Come può definirsi la società in cui conta esclusivamente il cognome che si porta, la ricchezza e il potere dei propri familiari e nulla valgono le capacità professionali e morali degli individui?
Come può definirsi un paese in cui il malaffare regna diffuso, in cui proliferano mafie e paramafie, clan e comitati di malaffare che finiscono per determinare le scelte della politica, dell’economia e della società tutta?
Come può definirsi una società che paga a peso d’oro calciatori di palle e fa vivere nell’indigenza milioni di anziani?
Come può definirsi uno stato che sacrifica la sovranità popolare per donarla a multinazionali senza scrupoli che impongono un mercato del lavoro settecentesco?
Come può definirsi uno stato in cui la corruzione è diventata comune in quasi tutti i settori pubblici e privati?
Come può definirsi un stato sociale finanziato in grandissima parte dal lavoro dipendente e di cui usufruisce soprattutto chi non contribuisce pur avendone le possibilità?
Come può definirsi un paese in cui sono gli evasori fiscali seriali a lamentarsi dei gravami del fisco?
Come può definirsi un popolo che sopporta, o peggio, supporta tutto questo?

Non c’è perdono

14 marzo 2015

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Non c’è perdono, sappiatelo, per gli assassini dell’aria
per i massacratori della terra, per i contaminatori dell’acqua:
non c’è fuoco fertile che potrà salvarvi, ridarvi l’anima e il corpo…
Non c’è perdono per aver distrutto il futuro, abortito la speranza,
condannato alla miseria, al vuoto, alla disperazione, all’inazione:
nessun piagnisteo, nessun mea culpa, vi garantirà la pace…
Non c’è perdono per le costrette fughe, per scelte di morte indotte
dalla sciagurata sciatteria del potere, dall’ignobile ingordigia
che vi ha resi simili a ingurgitanti fogne: chi potrà darvi conforto?
Non c’è perdono per le semine di miseria, per l’inganno delle parole
che adorando un dio di menzogna bestemmiavano l’essenza di Dio:
quale demone intercederà per voi? quale terra vorrà spoglie putride?
Non c’è perdono per il genocidio delle coscienze, per la condanna
alla impotenza perpetua, per aver consumato vite non vostre
coi rostri del potere: chi potrà ridare vigore a esistenze disanimate?
Non c’è perdono, tenetelo a mente, per il dolore scientemente
programmato e telediffuso in patinate indifferenze fatte sistema:
l’ipocrisia che vi respira nel petto e in mente che forza può darvi?
Non c’è perdono per la superstizione, per la barbarie che grugnisce
nell’affettazione delle parole fetide, per l’odio seriale che dispensate:
servi di servi, schiavi di schiavi, profeti della morte che chiamate vita!

Il dio dei bistrots

7 febbraio 2015

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Poi li conti: un dolore per capello
e le parole servono solo a dire
ciò che non si dice per pudore.
Era il secolo scorso, l’altro millennio.
Un angelo del Ghana alla Coupole
nuotava in un caffè dolcissimo,
fenicotteri tristi passeggiavano
per boulevard Raspail annuenti
a una primavera diluita nella Senna.
Era il secolo scorso, prima dell’eterna
notte, molto prima dello sgretolarsi
d’ogni muro, quando vidi levarsi
in volo, verso Place de la Concorde,
uno stormo di presbiteri oranti:
quante capriole nel cielo, quante
fughe di notizie per l’aere bruente!
Una vergine malgascia fermava,
in sequenza, mille immagini del volo
per mostrare il miracolo allo scetticume
miscredente dell’isola patria.
Ne giunse nuova al Trocadéro
ma già passava da favella a favella
un favoleggiare che scioglieva
la brina del portento, l’andare
danzante dell’improvviso sciame
e il dio dei bistrots versò vino
libanese sul ventre obeso di Pigalle.

Parigi

9 gennaio 2015

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Parigi come una ferita
Parigi sveglia di notte
Parigi assiepata nei sogni
Parigi caduta nella notte
Parigi svegliata dalla morte
Parigi dei bistrots (tristi bistrots)
Parigi spezzata
Parigi lacerata
Parigi litania
Parigi e le banlieue
Parigi di Apollinaire
Parigi di Moammed Sceab
Parigi del 7 gennaio

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Subitaneo abbaglio

7 gennaio 2015

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Fogli esangui, d’una corolla vivida un tempo,
dalla solitudine rosi e lisi,
barche in un mare d’aria spessa e gonfia
dei detriti del vivere.
La scia aperta dall’ape
è subitaneo abbaglio
ch’entra come alba sull’aia
animula bianca di vita.
Nivea mano, che serra lo sguardo,
lasci danzare le sere
nella quiete di stanze passate.
In quel cavallo, bianco, bizzoso,
ritrovare il prato erboso
che sa di salsedine
profumando il morso di viole!

Declina il giorno
allungando le ombre
prima di cederle al buio,
all’inverno della notte.

Fiori senza steli

20 ottobre 2014

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Lo cerchi, nelle schegge di sole di un ottobre che sa di fuori stagione,
quel filo di silenzio che scivola come un fiume lungo le rotte del pensiero
e riesci appena a percepirlo nella geografia della mente prima che sia
spazzato via dai pensieri del mattino. La gabbia è una bandiera nera
che vorrebbe illuminare un monte, una colata di bestemmie sul pendio
dei giorni, sui corpi accatastati dei disperati del mondo, sulle anime rese
al tramonto nel desueto ticchettio di una Lettera 22 dalle vocali consunte,
una bandiera che muta colore restando simbolo eterno di morte e di lotte
che apriranno le porte agli angeli caduti. Non c’è verità nemmeno nel sole.

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Ezio Valecchi: si è spenta la voce del poeta contadino

10 settembre 2014

ezio_valecchi

Quando muore un poeta il mondo diventa irrimediabilmente più povero. Lo diventa ancora di più se a lasciarci è l’ultimo grande, vero poeta del mondo contadino: Ezio Valecchi. Nato il 22 giugno 1923 a San Lorenzo di Trevi, Ezio se n’è andato ieri, 9 settembre 2014 a Spoleto. Con lui scompare la voce dialettale, la voce dei senza voce, di coloro che hanno irrorato le terre di sudore e sangue, che hanno conosciuto la miseria e lo sfruttamento assoluto, che hanno disegnato il territorio con le mani e con gli animali, che hanno vissuto senza la luce di nessun riflettore, che parlavano una lingua che ai più può sembrare aspra, dura, senza poesia. Eppure la lingua di Ezio Valecchi è una lingua viva che ricorda fiati vinosi, facce scavate, mani callose e dure, gesti antropologicamente scomparsi, battute feroci, parole dirette non mediate da scuola e televisione.

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BANDO DEL PREMIO NAZIONALE DI POESIA “SANDRO PENNA” – XXVI EDIZIONE – ANNO 2014

8 giugno 2014

CENTRO CULTURALE “PABLO NERUDA”

AMMINISTRAZIONE COMUNALE di CITTÀ DELLA PIEVE    

PREMIO NAZIONALE DI POESIA “SANDRO PENNA”

XXVI EDIZIONE

ANNO 2014

 

Regolamento

1) Il Premio è suddiviso in due sezioni:

   A) poesia inedita in lingua italiana;

   B) poesia edita in lingua italiana.

 2) Per quanto concerne la SEZIONE A), dovrà essere presentata da un autore di età non superiore ai 35 anni alla data di scadenza del Bando una raccolta di poesie di almeno 300 (trecento) versi non già pubblicata in veste libraria.

Gli elaborati dovranno pervenire in n° 7 copie dattiloscritte e fascicolate.

Una sola copia dovrà riportare: nome, cognome, indirizzo, numero telefonico e firma dell’autore.

Il termine per l’invio delle opere è fissato al 30 giugno 2014 (farà fede il timbro postale di partenza) a: Biblioteca Comunale di Città della Pieve Premio Nazionale di Poesia “Sandro Penna” – Piazza A. Gramsci – 06062 Città della Pieve (Pg)     Non è richiesta alcuna tassa di   partecipazione.

La mancata presenza dell’autore alla cerimonia di premiazione comporta l’esclusione dal Premio.

3) Per quanto concerne la SEZIONE B), la Giuria sceglie un libro di poesie pubblicato negli ultimi tre anni da un autore italiano. Pertanto non dovranno essere inviati libri: la Giuria chiede direttamente le pubblicazioni alle Case Editrici.

La mancata presenza dell’autore alla cerimonia di premiazione comporta l’esclusione dal Premio.

4) I partecipanti al Premio di Poesia “Sandro Penna” acquisiscono il diritto di socio temporaneo del Centro Culturale “Neruda” per il 2014.

5) La premiazione avverrà Domenica 5     Ottobre 2014 alle ore 17.00 presso il Teatro Comunale “Accademia degli Avvaloranti” di Città della Pieve.

La partecipazione alla cerimonia non prevede rimborso spese.

L’esito del concorso sarà reso noto tramite

“Tuttolibri”, pubblicazione de “La Stampa” di Torino.

6) Le opere inviate non verranno restituite.

7) La Giuria si riserva il diritto di segnalare i poeti meritevoli.

8) Il giudizio della Giuria è inappellabile.

9) La partecipazione al Premio implica l’accettazione del presente regolamento.

La Giuria è composta da:

– Enrico Cerquiglini

– Roberto Deidier

– Davide Nota

– Elio Pecora

– Walter Pedullà

– Bruno Quaranta

La Segreteria del Premio è curata dal Centro Culturale “Pablo Neruda”.

Natura ed entità dei premi:

L’opera inedita vincitrice ha diritto alla pubblicazione.

Per l’opera edita vincitrice è prevista l’assegnazione della somma di € 2.000,00 (duemila) al netto delle ritenute.

Ai poeti segnalati verranno consegnati attestati in pergamena.

Informazioni:

BIBLIOTECA COMUNALE DI CITTÀ’ DELLA PIEVE

tel. 0578/291405 (ore 9-12; 16-18)

         biblioteca@cittadellapieve.org;

         premiopoesiapenna@libero.it;

Tremano i maiali: torna la campagna elettorale!

11 febbraio 2014
Autore: Kuranosuke Oishi

Autore: Kuranosuke Oishi

Che non si respiri una bella aria in Italia, è chiaro a tutti. Che il paese stia sprofondando nel baratro sembra invece percepito solo dalle persone che si affannano quotidianamente per sopravvivere all’istante. Coloro che, lautamente stipendiati, dovrebbero curarsi della cosa pubblica e del benessere dei cittadini, lavorano alacremente a garantirsi qualche altro lustro di benessere gravando sulla fiscalità generale (sulle nostre tasse), affermando di voler fare ciò che non faranno mai e non hanno nessuna intenzione di fare, giocando ad alzare polveroni per nascondere il loro agire irresponsabile o giocando all’antico gioco italico di scaricare su spalle altrui la responsabilità delle cose che non fanno. Come se non bastasse, alla crisi economica devastante si sommano le campagne elettorali per le amministrative e le europee. Gli effetti sono molteplici e di straordinario interesse sociologico. Nell’ottica Ue assistiamo, vista l’impopolarità dei dictat, ad una campagna in cui non si capisce bene chi e perché abbia voluto l’euro e chi e perché dovrebbe “costringere l’Europa ad allentare le morse dell’austerità”. Il fior fiore della nostra politica, Napolitano in testa, ha già cercato di moderare la presunta durezza teutonica, ma i risultati sono sintetizzabili nel solito ritornello: “tasse su tasse, per tasse e in tasse” (dove per tasse non si intendono le femmine dei tassi), col risultato di aver riportato l’Italia ad un clima di emergenza bellica. Leggi il seguito di questo post »