Archive for the ‘Stati Uniti’ Category

La faccia triste dell’America

11 novembre 2016
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Foto di Misha Gordin

In questi due giorni, dopo le elezioni presidenziali vinte da Donald John Trump, mi è capitato di leggere cose al limite del surreale. Qualcuno ha anche tirato in ballo il sistema elettorale americano, giudicandolo inadeguato in quanto il vincitore, in termini di voti, avrebbe raccolto più consensi della sconfitta, non tenendo minimamente conto della natura federalista degli Usa, né tantomeno della singolarità della vita democratica statunitense. Il sistema elettorale americano ha sempre puntato a creare un equilibrio tra i vari stati della federazione e questo equilibrio ormai regge da svariati decenni e nessuno si è mai sognato, magari per interesse di partito, di introdurre riforme orripilanti come i nostrani porcellum o italicum. Regole certe e condivise hanno permesso agli Usa una stabilità ben più che consolidata. Inoltre il sistema americano ha dei contrappesi (funzionanti) al potere del Presidente. Capisco che la smania delle riforme costituzionali abbia contagiato tutti nella nostra penisola, ma consigliare agli Usa come debbano esercitare il diritto di voto mi sembra una paradossale idiozia. Noi, paese in cui la democrazia non ha mai abbarbicato, dovremmo indicare agli Stati Uniti come dovrebbero fare? Ma chi afferma questo ha idea di come funzionano il porcellum e l’italicum?bangladesh-10-02-09-megacities8_2964458_708347
Si afferma inoltre che avendo votato solo il 55,6% degli americani in realtà Trump avrebbe ottenuto solo il voto di poco più di un quarto dell’elettorato. Ma anche per Obama, al secondo mandato, la percentuale dei votanti fu pressappoco simile, come per tanti altri presidenti.

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Poi venne il tempo di Trump, il tycoon…

9 novembre 2016

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Oggi è un giorno nero per gli Usa. Non lo sarebbe stato di meno se avesse vinto la Hillary Diane Rodham Clinton. Queste elezioni hanno mostrato quanto si possa scendere in basso. Molti invitavano a votare il meno peggio dei due. Forse intendevano la signora Clinton. Forse gli americani, che la conoscono meglio di noi, hanno valutato che il meno peggio era il tycoon cotonato.
Una riflessione c’è però da farla: queste elezioni americane hanno segnato la fine di una politica fatta di proclami e di scarsi o nulli riscontri. Il ceto medio sprofonda nella povertà, la crisi, almeno negli Usa, si è superata senza garantire alcuna equità sociale. Si moltiplicano gli utili delle multinazionali mentre interi strati della popolazione sono condannati al definitivo impoverimento. Cresce il Pil americano ma crescono anche le diseguaglianze, le discriminazioni; cala invece la credibilità internazionale del gendarme americano: negli ultimi decenni la politica estera americana è stata caratterizzata da continui, ripetuti ed insistiti disastri. Non sarà certo Trump colui che migliorerà le condizioni economiche di chi l’ha votato, ma questi hanno almeno cercato di non assecondare una politica che sarebbe sicuramente stata nel solco della continuità.

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