Archive for the ‘Poesia’ Category

Sandro Penna tra vita e realtà (a quarant’anni dalla morte)

22 gennaio 2017

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Sandro Penna ci lasciò il 21 gennaio 1977. Per ricordarlo ripropongo un mio testo del 2007. (c.e.)

Non c’è, nella letteratura italiana, un poeta che, come Sandro Penna, abbia delimitato in modo preciso e assoluto il proprio mondo poetico. Nulla, o quasi, dell’agire umano rientra negli interessi del suo universo. L’agire umano, qualunque ne sia il campo, non desta in Penna alcun interesse. Il mondo reale, con la congerie di problemi, di complicazioni, non trova spazio, se non come mondo “altro” da escludere o escludente. Da qui muove in duplice direzione. Il mondo degli uomini, o, per meglio dire, degli adulti, dei loro commerci e affanni non sollecita alcuna curiosità. Rarissime sono le “apparizioni” di adulti e tutte più o meno casuali o svolgenti la funzione prosaica di rompere l’incanto del costrutto erotico e ricondurre la vita, deprivata di ogni valenza vitale, nel viale a-poetico della realtà. Quando invece questo mondo è escludente, il Penna poeta avverte questo suo essere fuori posto (La sera la vergogna ai colmi vini / mi prese: alla taverna cosa stavo io a fare?) [da Croce e delizia]*, questa negazione del riconoscimento di sé come soggetto umano. La sua disappartenenza diventa concreta, si manifesta in disagio da cui non si esce se non con una repentina e reiterata fuga.

Solo in questo caso il buio lo garantisce, lo preserva dal pensiero di un sé confuso e diffuso in gruppi di apparentemente simili. (more…)

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Piove. Promenade des Anglais

15 luglio 2016

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Piove. Una pioggia d’oro.
Lo dicono gli occhi di una faccia
scavata da rughe millenarie;
mani nodose, colpite da terra e pietre,
disegnano curve e snodi epocali
nell’aria grigia di pioggia.
Eravamo in tanti, dopo la guerra,
a lavorare a Nizza – la pioggia d’oro
è senza tregua – manovali perlopiù,
“macaronì” ci chiamavano ma ci si capiva
– loro la chiamano Nis.
Dimenticate ormai, mai ricordate,
Aigues-Mortes, babis, kroumirs,
con gli echi del coup de poignard dans le dos
negli occhi di reduci mutilati
ma servivano operai, c’era tanto da fare.
Fu il reverendo Lewis Way,
pietoso alle mani tese des mendiants,
a smuovere i cuori dell’algido albione
per tracciare come un arco
le Chemin des Anglais (Garibaldi
aveva quattordici anni
e Nizza era ancora sabauda).
Cinque chilometri di braccia,
sulle spalle della Baie des Anges,
che accolgono i contadini mare
(qui furono condotti, dalla compassione
degli angeli, gli ingannati dal Serpente,
dopo la cacciata dall’Eden).
La corsa d’un ange dechu
ha reciso le braccia
sotto una fitta pioggia cruenta.

Non c’è perdono

14 marzo 2015

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Non c’è perdono, sappiatelo, per gli assassini dell’aria
per i massacratori della terra, per i contaminatori dell’acqua:
non c’è fuoco fertile che potrà salvarvi, ridarvi l’anima e il corpo…
Non c’è perdono per aver distrutto il futuro, abortito la speranza,
condannato alla miseria, al vuoto, alla disperazione, all’inazione:
nessun piagnisteo, nessun mea culpa, vi garantirà la pace…
Non c’è perdono per le costrette fughe, per scelte di morte indotte
dalla sciagurata sciatteria del potere, dall’ignobile ingordigia
che vi ha resi simili a ingurgitanti fogne: chi potrà darvi conforto?
Non c’è perdono per le semine di miseria, per l’inganno delle parole
che adorando un dio di menzogna bestemmiavano l’essenza di Dio:
quale demone intercederà per voi? quale terra vorrà spoglie putride?
Non c’è perdono per il genocidio delle coscienze, per la condanna
alla impotenza perpetua, per aver consumato vite non vostre
coi rostri del potere: chi potrà ridare vigore a esistenze disanimate?
Non c’è perdono, tenetelo a mente, per il dolore scientemente
programmato e telediffuso in patinate indifferenze fatte sistema:
l’ipocrisia che vi respira nel petto e in mente che forza può darvi?
Non c’è perdono per la superstizione, per la barbarie che grugnisce
nell’affettazione delle parole fetide, per l’odio seriale che dispensate:
servi di servi, schiavi di schiavi, profeti della morte che chiamate vita!

Fiori senza steli

20 ottobre 2014

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Lo cerchi, nelle schegge di sole di un ottobre che sa di fuori stagione,
quel filo di silenzio che scivola come un fiume lungo le rotte del pensiero
e riesci appena a percepirlo nella geografia della mente prima che sia
spazzato via dai pensieri del mattino. La gabbia è una bandiera nera
che vorrebbe illuminare un monte, una colata di bestemmie sul pendio
dei giorni, sui corpi accatastati dei disperati del mondo, sulle anime rese
al tramonto nel desueto ticchettio di una Lettera 22 dalle vocali consunte,
una bandiera che muta colore restando simbolo eterno di morte e di lotte
che apriranno le porte agli angeli caduti. Non c’è verità nemmeno nel sole.

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Ezio Valecchi: si è spenta la voce del poeta contadino

10 settembre 2014

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Quando muore un poeta il mondo diventa irrimediabilmente più povero. Lo diventa ancora di più se a lasciarci è l’ultimo grande, vero poeta del mondo contadino: Ezio Valecchi. Nato il 22 giugno 1923 a San Lorenzo di Trevi, Ezio se n’è andato ieri, 9 settembre 2014 a Spoleto. Con lui scompare la voce dialettale, la voce dei senza voce, di coloro che hanno irrorato le terre di sudore e sangue, che hanno conosciuto la miseria e lo sfruttamento assoluto, che hanno disegnato il territorio con le mani e con gli animali, che hanno vissuto senza la luce di nessun riflettore, che parlavano una lingua che ai più può sembrare aspra, dura, senza poesia. Eppure la lingua di Ezio Valecchi è una lingua viva che ricorda fiati vinosi, facce scavate, mani callose e dure, gesti antropologicamente scomparsi, battute feroci, parole dirette non mediate da scuola e televisione.

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L’Italia è stata invasa, amen

18 dicembre 2013
Autore: A.Berger

Autore: A.Berger

Le truppe cammellate
entrarono da est
una mattina presto
prima che i ragionieri
sorbissero il caffè.

Gli Unni si accamparono
tra Napoli e Caserta
costruirono palizzate
affittarono le terre
e accesero i loro fuochi
prima del tramonto,
molto prima della notte.

Varcò le Alpi l’esercito,
con gli elefanti al seguito,
di Hannibal Lecter
prima di stanziarsi
tra il parco del Valentino
e la stazione di Porta Nuova.

I soldati pontifici
dopo qualche scaramuccia
fuori porta marciarono
diretti verso il mare
per imbarcarsi prima
che mutasse il vento.

Il generale Patton
con i suoi lanzichenecchi
dal valico svizzero
penetrò fino al Rubicone
prima di chiedere al comando
dove fosse il mondo da salvare. (more…)

Si combatte in ogni strada

14 dicembre 2013

Egitto

Si combatte in ogni strada
mine mortai kalashnikov
per stanare nemici feroci animali
(la guerra non è stata mai dichiarata)
barricate improvvisate sulla Colombo.

Gli addetti al recupero dei corpi
(morti, monchi, tronchi, lacerti…)
sciorinano fiocchi bianchi e rossi
sui loro carri di carne viva,
esposta al sole, coperta dalla festa

di insetti danzanti per la vita.
Le macerie ostruiscono gli sguardi
(non c’è un esercito che tenti
contrattacchi e diversivi) l’ottimismo dei giornali
è l’arma segreta dei generali.

Risultati della XXV edizione del Premio “Sandro Penna”

2 ottobre 2013

CENTRO CULTURALE “PABLO NERUDA”
COMUNE DI CITTA’ DELLA PIEVE

CITTA’ DELLA PIEVE

PREMIO NAZIONALE DI POESIA “SANDRO PENNA” 2013
XXV EDIZIONE

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CERIMONIA DI PREMIAZIONE
Teatro Comunale
“Accademia degli Avvaloranti”
Domenica 13 Ottobre 2013
Ore 17.00

Domenica 13 ottobre 2013 alle ore 17.00 presso il Teatro Comunale “Accademia degli Avvaloranti” di Città della Pieve avverrà la cerimonia di premiazione della XXV° edizione del Premio Nazionale di Poesia “Sandro Penna”, promosso dall’Amministrazione Comunale di Città della Pieve e dal Centro Culturale “Pablo Neruda”.

La Giuria, composta da Enrico Cerquiglini, Roberto Deidier, Davide Nota, Elio Pecora, Walter Pedullà, Bruno Quaranta, rende noti i risultati:

Sezione poesia edita:

1° Premio

Maurizio Cucchi, Malaspina, Mondadori, 2013.

Segnalati:

Ombretta Ciurnelli, La città del vento, Edizioni Cofine, 2013;

Beppe Mariano, Il seme di un pensiero, Nino Aragno Editore, 2012;

Carlangelo Mauro,  Il giardino e i passi, Archinto Editore, 2012.

Sezione poesia inedita:

1° Premio

Sergio Costa per la raccolta Animali, uomini.

Segnalati:

Guido Mattia Gallerani per la raccolta La regola dell’eccezione

Marco Corsi per Le ragioni del nutrimento.

Una poesia contro la guerra

6 settembre 2013

Pace

Si deve a Davide Nota e al blog Fonticoperte l’iniziativa “Una poesia contro la guerra”, “contro ogni guerra, per la pace e la cooperazione come unici mezzi di risoluzione delle controversie internazionali”.
Finora sono stati pubblicati testi poetici di: Stefano Sanchini, Loris Ferri, Franco Buffoni, Christian Sinicco, Giovanni Peli, Michela Zanarella, Manuel Cohen, Stefania Portaccio, Giampaolo De Pietro, Emiliano Nichelini, Alessandra Cesselon, Claudio Damiani, Lorenzo Mari, Enrico Cerquiglini, Giuseppe Spinillo, Anna Lombardo e Jack Hirschman.
Chi vuole aderire all’iniziativa può inviare i propri testi a dadonota@hotmail.it

Di seguito il mio testo:

Solo attacchi aerei mirati… Niente truppe di terra…
droni come angeli anoressici nei cieli di Damasco
missili come messaggi di pace
bombe come umanità condensata
come grappoli di uva per estrarre il sangue del sacrificio.
la pietà dell’impero nell’esplosione di lacrime
nel nome di dèi quotati a wall street
in doppiomento ancorato sul grafico che sale sale sale
come un’erezione, come un’espulsione radioattiva
che riattiva mercati borse banche e il sorriso del Nobel per la Pace.
Un attacco limitato nel tempo: 60 giorni + 30 di proroga…
che sia la guerra a dettare la pace
con le sue leggi e tu Dio, dall’alto dei cieli, proteggi i piloti
guida l’intelligenza delle armi
fa che sia strage di nemici
che l’aviatore torni col suo Enola Gay
fiero d’aver contribuito con la distruzione al successo della missione
che sia la guerra a sfatare il mito della Parola
che sia la guerra a mostrare la parte della Ragione
che sia la guerra a impastare sabbia e sangue
con un alito creare un nuovo uomo
…sono state usate armi chimiche
lavoriamo per un’azione d’intervento…
dopo le deflagrazioni dopo i lamenti funebri
dopo Aleppo dopo Damasco
dopo il seme interrato del dolore
dopo il sangue – sempre innocente –
dopo l’amputazione dell’umanità
solo dopo – ma molto dopo –
l’esercito dei mea culpa dei tua culpa
riempirà il vuoto lasciato dalla coscienza
come un problema risolto
come un cristo risorto
in saecula saeculorum

Bando della XXV edizione del Premio “Sandro Penna”

1 giugno 2013

CENTRO CULTURALE “PABLO NERUDA”
AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CITTÀ DELLA PIEVE

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PREMIO NAZIONALE DI POESIA
“SANDRO PENNA”
XXIV EDIZIONE
ANNO 2013

Regolamento

1) Il Premio è suddiviso in due sezioni:
A) poesia inedita in lingua italiana;
B) poesia edita in lingua italiana.

2) Per quanto concerne la SEZIONE A), dovrà essere presentata da un autore di età non superiore ai 35 anni alla data di scadenza del Bando una raccolta di poesie di almeno 300 (trecento) versi non già pubblicata in veste libraria.
Gli elaborati dovranno pervenire in n° 7 copie dattiloscritte e fascicolate.
Una sola copia dovrà riportare: nome, cognome, indirizzo, numero telefonico e firma dell’autore.
Le opere inedite devono essere inviate entro il 6 Luglio 2013 (farà fede il timbro postale di partenza) a: Biblioteca Comunale di Città della Pieve Premio Nazionale di Poesia “Sandro Penna” – Piazza A. Gramsci – 06062 Città della Pieve (Pg).
Non è richiesta alcuna tassa di partecipazione.
La mancata presenza dell’autore alla cerimonia di premiazione comporta l’esclusione dal Premio. (more…)