Archive for the ‘Lavoro’ Category

Lavoro addio!

31 dicembre 2016

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La crisi economica planetaria, di cui ancora portiamo addosso ferite sanguinanti, ha avuto come principale conseguenza una diffusa deindustrializzazione in molti paesi del cosiddetto “Occidente” (occidente=occasus “declino, rovina” per dirla con Nietzsche) e a seguire una disoccupazione di massa, un deprezzamento del lavoro e, ça va sans dire, una perdita irreparabile dei diritti dei lavoratori. Che le politiche messe in atto in Europa e nel resto dell’Occidente (rigore contabile, tagli allo stato sociale, ultraliberalizzazione e interventi statali per tamponare le falle di un capitalismo rapace quanto privo di prospettive) siano state inefficaci è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo paesi – vedasi la Grecia, ma anche l’Italia sembra avviata nella stessa direzione – ridotti a vuoti simulacri, svuotati di speranza e immiseriti, in balìa di classi dirigenti corrotte e prive di scrupoli, completamente avulse dalla realtà effettuale; paesi che hanno come sola prospettiva – fermo restando il quadro politico internazionale – il sopravvivere all’istante. (more…)

Trent’anni alla catena come un cane

10 dicembre 2012

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Trent’anni alla catena come un cane, poi altri dieci, e altri ancora
fino a considerarla una seconda pelle, una casa che ti urla e stritola
la mente, entrandoti nella carne, nelle nervature, nelle scapole,
nel sangue: un tarlo che scava gallerie tra le idee, i gesti e le parole.
Sciolto poi da ogni mansione, con il niente che ti screpola le mani,
che ti entra nelle file d’ambulatorio su per i calzoni, come un getto
d’olio bruciato, come un errore circolatorio in vene ingrossate
a dismisura, fiumi in piena pulsanti, con gli odori che ti passano
dalla bocca al naso con un tonfo ritmico, un passaggio ripetuto
mille volte in otto ore, un passaggio di caffè e mezza sigaretta
e qualche imprecazione, qualche bestemmia da distribuire a caso
tra le righe azzurre e rosse del calendario. Trent’anni con la catena
a tiro, controllato da cani metallici, da bipedi cani che scrivono (more…)

Zombies, Ilva, incendi e Berlusconi: tutto va bene Madama Doré

2 settembre 2012

Autore: mafe de baggis

È passato agosto, il mese infuocato dai ridicoli nomi degli anticicloni e dai criminali incendi che han devastato l’intera penisola. È, quella degli incendi, una storia che si ripete ossessivamente da decenni lasciando sempre sorpresi coloro che devono dare e commentare le notizie. “Ma com’è possibile? Ma chi è il piromane? Qual è la psicologia del piromane? A chi giova distruggere i boschi?…” e avanti con queste amenità come se non sapessero davvero chi provoca gli incendi, chi devasta il nostro patrimonio forestale.

È stato, agosto, il mese degli allarmi: allarme spread, allarme caldo, allarme temporali, allarme prezzi, allarme democrazia, allarme intercettazioni, allarme agricolo, ecc. (more…)

È macelleria sociale ma non si dice

9 luglio 2012

Autore: Thomas Bjørkan

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, commentando la revisione di spesa, spending review secondo il barbarismo anglofono, ha detto: “E’ un primo passo nella direzione giusta” ma “dobbiamo evitare la macelleria sociale”.

Apriti cielo! Subito il sobrio Monti, col suo sobrio borghese vocabolario, ha ripreso il povero Squinzi, accusandolo quasi di essere il responsabile dell’ascesa inarrestabile dello spread: «Dichiarazioni di questo tipo, come è avvenuto nei mesi scorsi, fanno aumentare lo spread e i tassi a carico non solo del debito ma anche delle imprese, e quindi invito a non fare danno alle imprese». A dargli man forte è arrivato anche il Luca Cordero di Montezemolo: «Dichiarazioni come quelle di Squinzi, sia nel merito che nel linguaggio, non si addicono a un presidente di Confindustria, fanno male e sono certo che non esprimono la linea di una Confindustria civile e responsabile». (more…)

Basta ferie! “I sacrifici devono farli quelli che sono abituati a farli”

18 giugno 2012

Josefa de Ayala, The Sacrificial Lamb

Il desueto articolo 36 della Costituzione della Repubblica Italiana suona così: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. Certamente non può ignorarlo il Sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo e infatti, ligio al dettato costituzionale, ha proposto non l’abolizione delle ferie bensì la riduzione di una settimana per avere un aumento del PIL dell’uno per cento. E addirittura i sindacati, sempre secondo il sottosegretario: «devo dire che non sono contrari a questa ipotesi, almeno la parte più avveduta del sindacato che sta riflettendo per conto suo su questo; all’interno di tutte le sigle, compresa la Cgil, ci sono settori illuminati e riformisti che vi ci stanno ragionando». (more…)

Di chi è la colpa?

6 giugno 2012

Foto di Ashley Felton

La crisi porta spesso a sragionare, ad inveire, ad ingiuriare. Poche volte ci si spinge a riflettere sulle responsabilità di questo disastro attuale. Poche volte la realtà riesce a prevalere sull’irrealtà che ha trasformato le persone in teleutenti con funzioni cerebrali ridotte.
Di chi sono le responsabilità? Proviamo a guardare indietro. Chi ci ha invitato ad investire nel moltiplicatore del denaro che è la borsa e la finanza? Da dove venivano? Chi erano i rampanti che seguendo algoritmi sempre più complessi avevano studiato il sistema per vivere senza lavorare? Da dove venivano? Chi ha moltiplicato il debito pubblico in maniera esponenziale? Da dove veniva? Chi ha cominciato ha disprezzare lavoro e lavoratori proponendo modelli di manager e ambienti asettici? Da dove veniva? (more…)

La strategia del gambero larmoyante

4 giugno 2012

Autore: Carlos Latuff

In principio fu Marchionne, poi venne Monti, poi la larmoyante ministra Fornero. Cominciarono col dirci che gli accordi di Pomigliano rappresentavano un unicum, che non sarebbero stati estesi ad altri stabilimenti, ecc. In breve: bisognava rinunciare a dei diritti, ma solo in via eccezionale. La via eccezionale – Pomigliano docet – è diventata regola con qualche aggiustamento per renderla più cocente e cogente. Per rientrare in fabbrica è necessario non aver in tasca la tessera della Fiom, che ha osato opporsi al potere di chi può ciò che vuole. Poi, dopo la tragicommedia burleskoniana, è arrivato il neo senatore professore bocconiano prestigioso stimato in Europa, Asia, Africa, Oceania, America, Marte, Nettuno, Giove, Mercurio, con l’alto incarico di salvare il paese dal baratro, di traghettare gli scettici italici verso il futuro. (more…)

Ricetta Fornero per uscire dalla crisi: licenziamo tutti i lavoratori, pubblici e privati

24 maggio 2012

Fonte Presidenza della Repubblica

Spinta da un fervore gesuitico, la prof.ssa Fornero, ministra del Lavoro (perso) e delle Politiche (a)sociali, dopo aver demolito l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (da licenziare), col placet dei dipendenti pubblici che si credevano al di sopra di ogni attacco, eccola ora all’attacco, scimitarra in mano, dei diritti dei dipendenti pubblici. Ecco la dichiarazione della ministra, secondo quando riporta il sito de “la Repubblica”: “Siate pronti a rischiare e a mettervi in gioco. È importante che siate più disponibili a cambiare più lavori”. E continua imperterrita: “Mi auguro che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati sulla possibilità di licenziare sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici”. La logica del divide et impera l’ha imparata bene la ministra! (more…)

Dal vivere senza lavorare al sopravvivere senza un lavoro

23 maggio 2012

Foto di Victuallers

Per un ventennio – il secondo tragico Ventennio della nostra breve storia – ci è stato detto che per vivere bene non c’era alcun bisogno di lavorare come avevano fatto i nostri genitori e i nostri nonni. La ricchezza veniva dal cielo – lo sterco del demonio era diventato un’elargizione celeste – bastava investire in azioni, obbligazioni e il moltiplicatore divino trasformava pochi spiccioli in capitali consistenti. Le vecchie professioni, antiestetiche e poco redditizie (operaio, agricoltore, muratore, ecc.), erano poi da considerarsi “roba da negher, da baluba, da terun, da sfigati”. (more…)

Lo stato del Paese Italia: solitudine, strafottenza, furberia, cinismo e ignoranza

6 maggio 2012

Lucas Vorsterman – Triumph of Poverty

L’attuale crisi, al di là dei nuovi equilibri geopolitici e dello strapotere finanziario – aspetti che dovranno essere studiati approfonditamente e senza riserve di alcun tipo –, mostra senza alcun pudore il degrado della nazione e del popolo italiano e della classe politica che ha prodotto. Le parole che mi vengono in mente per sintetizzare l’attuale situazione sono: solitudine, strafottenza, furberia, cinismo e ignoranza. La solitudine appartiene un po’ a tutti, specialmente a chi non ha più i mezzi per la sussistenza, a chi – dopo aver lavorato una vita – resta sommerso dai debiti o si ritrova a non poter più condurre una vita dignitosa. Restano soli i poveri – lo sono sempre stati –, soli ed umiliati, colpevolizzati, abbandonati alla deriva della loro esistenza. E la solitudine mentale porta a molti gesti estremi, a suicidi che dovrebbero pesare sulla coscienza di una intera nazione anziché finire per essere computati nella macabra classifica dei “suicidi per crisi in Europa”. Dietro ogni suicida ci sono mille porte chiuse, la solitudine estrema di chi vede se stesso distrutto, di chi non vede altra via d’uscita se non la negazione di sé. (more…)