Il BACMonti (Bersani, Alfano e Casini) spieghi agli italiani quest’altra stangata sulla casa

Terromoto di Messina – Foto di Luca Comerio (1878-1940)

È proprio vero: guai a distrarsi! Basta un niente e i nostri beneamati politici ti preparano l’ennesimo scherzetto. Non bastava l’Imu con tariffe flessibili (da stabilire a secondo del gettito reale, realizzabile, stimato, auspicato – questi sì che sanno farli i conti!) ed ecco che è arrivata, con decreto legge decreto legge 15 maggio 2012 n°59, entrato in vigore il 17 maggio, una nuova tassa (naturalmente anche questa non quantificata): l’assicurazione sulla casa contro le calamità naturali.
Precisa inoltre il fine legislatore: “Al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati, a qualunque uso destinati, ed al fine di garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione di beni immobili privati destinati ad uso abitativo, danneggiati o distrutti da calamità naturali, possono essere estese ai rischi derivanti da calamità naturali le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati”.

E ancora: “Per favorire altresì la diffusione di apposite coperture assicurative contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali, i premi relativi all’assicurazione saranno disciplinati con apposito regolamento da emanare entro novanta giorni”. (http://www.leggioggi.it)
Si evince quindi che: a) I cittadini dovranno, per avere risarcimenti in caso di calamità, assicurarsi; b) Lo Stato, sentita l’ISVAP, emanerà un Regolamento per disciplinare(?) i premi relativi all’assicurazione; c) Da tutto questo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; d) Gli eventuali incentivi di natura fiscale sul premio di assicurazione devono rispettare il principio dell’invarianza di gettito; e) Sarà prevista l’esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i danni subiti da fabbricati.
Si desume quindi che: Se non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, significa che lo Stato non può concedere contributi per favorire la stipula delle assicurazioni, il cui premio è a totale carico dei cittadini. (http://www.leggioggi.it)

Come possiamo chiamare quanto emerso da questo decreto legge se non una nuova tassa a carico del cittadino? E se il cittadino non può permettersi di pagarla? Sarà un’assicurazione volontaria o obbligatoria? E se uno non riesce a pagare, in caso di calamità che deve fare? Arrangiarsi?
Cari BAC-Monti (Bersani, Alfano e Casini più il senproftecnico) spiegate bene agli italiani cosa avete decretato e raccogliete il plauso del vostro amato elettorato. Poi non prendetevela con Grillo!
Un sospetto sorge spontaneo: ma devono risanare il paese o rilanciare banche e assicurazioni?

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