Riscoprire Ricky Gianco

Ricky Gianco Collection (3 CD) – EDEL Local, 2005 – € 15,00

Tracklist:

CD1: A nervi nel 92/Il vento dell’est/Parigi con le gambe aperte/Un amore/Il tramonto/Amori semplici amori/La camicia blu/Non si può smettere di fumare/Camion/C’era una donna/Romantico/Ai fil romentik/Il fondo dell’amore/Trans europa express/Due ombre lunghe/Milonga de un triste

CD2: È rock ‘n’ roll/Sei rimasta sola/Navigare/Nel ristorante di Alice/Pagate bandidos/Pugni chiusi/La loro democrazia/Il fiume Po/Eclisse a Milano/Antipatico/Hasta siempre comandante/Io non ci credo/Fratelli di guerra/La vecchia terra/Danni collaterali/La gente

CD3: Campo minato/Mangia insieme a noi/Fango/Compagno sì compagno no compagno un caz/Ironia/Uomini non parlate più/Il deserto è pulito/Zimmerland/Questa casa non la mollerò/Precipito(’59)/Precipito(’90)/Halleluja i love her so/I’ve got you under my skin/My funny valentine/I get a kick out of you/Lady is a tramp

Con un colpevole ritardo ho scoperto questa raccolta antologica di Ricky Gianco e ne sono rimasto folgorato. Mi sono sempre domandato come mai un cantautore rock come Gianco non avesse il successo e il pubblico che sicuramente merita e la domanda è sempre rimasta senza risposta. Ritengo Gianco, insieme a Ivan Graziani, il miglior rocker italiano, l’unico capace di coniugare musica rock e testi davvero originali, ricchi di ironia, riferimenti culturali e poesia. Un album come Arcimboldo, del 1978, credo che possa a buon diritto entrare in un’ideale graduatoria tra i migliori dieci lavori del cantautorato italiano. La musica è ricca di suggestioni ed echi così come la voce, unica e inconfondibile, profonda e innovativa pur conservando tonalità da canto popolare, da cantastorie, da affabulatore. I temi sono spesso decisamente importanti: dalle atmosfere esistenziali fino alla crisi della sinistra italiana, alle emergenze ambientali che vengono evidenziate in Il fiume Po e Il deserto è pulito (entrambi del ’78) e proiettano Gianco tra i pionieri delle tematiche ambientali e sociali della canzone d’autore. Negli anni la produzione discografica di Gianco si è diradata ma è continuata l’attività concertistica e l’impegno sociale e nel 2001 ha inciso un album di straordinari duetti Tandem che propone letture e riletture di brani di straordinaria presa in collaborazione con amici e artisti davvero notevoli: Il vento dell’Est (con Franco Battiato) / Navigare (con Fabrizio De Andrè) / Cesarini (con Cochi e Renato) / Te has quedado sola (con Amanda Sandrelli) / Ài fil romentik (con Fabio Concato) / Parigi con le gambe aperte (con Gino Paoli) / L’ora dei cani sciolti come noi (con Eugenio Finardi) / Il tramonto (con Ornella Vanoni) / Camion (con Gianfranco Manfredi) / Rock della solitudine (con Giorgio Gaber) / Hasta siempre Comandante (con Robert Wyatt) / Tandem (Ricky Gianco). Questa antologia credo che possa essere il punto di partenza per conoscere uno dei protagonisti più validi della musica italiana contemporanea, è un’opera che i più giovani non dovrebbero lasciarsi sfuggire e che non dovrebbe mancare in un’ideale discografia domestica.

e.c.

Quattro testi di Ricky Gianco

Un amore (una giovane signora)

Una giovane signora , un’amica affascinante
Una donna strana, con un viso interessante
Un po’ per aiutarmi, un po’ per essere tranquilla,
con la propria coscienza casalinga progressista
che è sensibile all’amore, all’amore di un bel fiore,
che non vuole sapere
quando muore il tuo dolore ,
che non vuole sapere quando nasce in te la vita,
tanto tutto finisce, basta crederla finita
mi ha detto: “Vuoi un consiglio, vuoi conoscere il tuo destino?
Vai in via Arzaga a mio nome, c’è un bravissimo indovino,
peserà il tuo dolore, ti sentirai sicuro,
guarderà tra le tue chiappe e leggerà nel tuo futuro”.

Un amore che non sai,
forse non hai saputo mai,
il dolore che mi dai
quando ti guardo e non lo sai.

Certo insistendo presso amici a Busto Arsizio
Potrei conoscere il suo nome, il suo indirizzo
E pagando molto il tuo dentista gentilmente
Mi potrebbe dare una foto di un tuo dente
E per riuscire a sapere cosa senti nel tuo cuore
Potrei andare a Firenze da quell’altro tuo dottore,
dal magnifico Ghigo farmi dare tra le più belle
un ingrandimento delle tue sane mammelle
ma per conoscerti veramente proprio a fondo
potrei corrompere quel dietologo tuo stronzo
a lasciarmi dare un’occhiata solamente
per vederti pagare nuda centomila seriamente.

Un amore che non hai,
o forse non hai avuto mai,
il dolore che mi dai
quando ti stringo e non lo sai.

Forse io sono un volgare pervertito
quando ti fisso con lo sguardo un po’ smarrito
quando guardo quelle gambe, quelle gambe tue non belle
irrequiete e tonde proprio come due gemelle
quando io accarezzo la tua pelle profumata
e tu mi guardi attenta quasi un poco spaventata
e poi stringi la mia mano e io sento un gran calore
stai tranquilla credo sia un difetto di circolazione
quando io guardo da affamato le tue labbra
come un gorilla tra le sbarre chiuso in gabbia
no, no, non ci badare c’è chi nasce fortunato
c’è chi nasce sociologo e chi bischero malato.

Un amore che non sai
forse non hai saputo mai
il dolore che mi dai
quando ti tocco e non lo sai.

È imbarazzante ritornare a casa a sera
con in mano un fiore se ti vede la portiera
forse lontano dalla mamma, dai nipoti e dalla zia
e dalla nonna e dai tuoi suoceri, dagli amici e da casa tua,
dici: “Se ti avessi incontrato per i giochi senza frontiera
oltre cortina, quando è buio verso sera.”
Se non avessi questo ruolo così importante
da intellettuale borghese con la testa sulle spalle
forse se non avessi paura che un paio d’ore
diventassero magari giornate senza più amore
o se un giorno mi amassi e dicessi di non amarmi
o forse solamente con un altro, insomma basta.

Un amore che non hai
o forse non hai avuto mai
il sorriso che tu hai
che forse non ho avuto mai.

Quello che volevi, forse io non l’ho capito
un incontro a scacchi con di fronte tuo marito
per vederlo vincere e scoprire il suo sorriso
e sentirmi dire con un tono caldo e preciso:
“Qui non c’è fortuna è uno scontro di cervelli”
e potere guardare i tuoi occhi freddi e belli.

Un amore che non sai
forse non hai saputo mai
il dolore che mi dai
quando ti amo e non lo sai.

Compagno sì, compagno no, compagno un caz

Sto facendo il notiziario cambogiano
da una radio libera, per chi?
il microfono è un po’ fallico però
il potere non ce l’ho no no
circondato dai mass media sulla sedia
io lavoro sempre gratis ma
c’è Antonietta che mi ama e che mi aspetta
tutta notte lei mi ascolterà

compagno sì, compagno no, compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz

io c’ho il profugo cileno a casa mia
è arrivato nel ’73
e da allora lui non è più andato via
Antonietta fammi star da te
passa un giorno, passa un mese, passa un anno
l’unità sconfiggerà il padrone
ma Antonietta mi ha buttato per la strada
vuoi vedere che sono io il coglione

compagno sì, compagno no, compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz

vado a prendere un po’ d’erba da un amico
ad Antonietta la regalerò
io la lascio chiusa in macchina un secondo
per andare a bere un buon caffé
quando esco mi han spaccato il finestrino
e un ragazzo sta saltando il muro
come fai a mandare uno a San Vittore
poi finisce che gli fanno il culo
si avvicina un tizio con cravatta e giacca
tira fuori il fototesserino
e mi dice “tu sei uno di sinistra
sta tranquillo sono un celerino
son pulotto sì, ma son del sindacato
forza dimmi cosa ti han rubato”
io gli dico: “lascia perdere compagno
è un problema troppo delicato!”

compagno sì, compagno no. compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz

Il Fiume Po

Il fiume Po che nasce dal Monviso
e dai ghiacciai trascina piombo e pesticidi
discende a valle e poi si abbraccia col Tanaro
e porta l’ammoniaca verso nuovi lidi
un po’ più a valle il Po si incontra col Ticino
e corre ancora giù verso il Panaro
così si trova dentro il letto anche l’arsenico
il Sesia e l’Oglio aggiungono il mercurio

il fiume Po il fiume Po
è un fiume chimico ma senza l’H2O
senza l’acca due o

il fiume Po il fiume Po

è parte di quel corpo vivo che non ho
che io non ho

sembra che sia nel Po che Kafka ha fatto il bagno
prima di trasformarsi in uomo-ragno
e pare ci sia anche un testimone
che ha visto Achille metterci il tallone
e son venuti degli esperti americani
che sanno tutto e se ne lavano le mani
ma per errore le han lavate dentro il fiume
e sulle dita già gli spuntano le squame…

il fiume……

però si tratta di sicuro di leggende
e la regione Lombardia non se la prende
e la regione è sana e ci si può fidare
e sta approvando in fretta il piano nucleare

il fiume…..

Il deserto è pulito

Hanno fatto un giardino nel deserto
poi ci hanno messo un cinema all’aperto
un’autostrada fino alla città
ed un’azienda di pubblicità
è c’hanno aperto una casa da gioco
un luna park la pista per le moto
nove ragazze nove tutte nude
sauna, massaggi e fango di palude

ma il deserto è pulito e non fa rumore
il deserto è vivo e pieno di colore
e il deserto è bello non lo puoi fermare
e non c’è giardino che lo può inghiottire

ma la sabbia l’hanno fatta livellare
c’hanno messo una centrale nucleare
nell’oasi hanno piantato un gran traliccio
e la sabbia è nera, sporca di terriccio

ma il deserto è pulito e non fa rumore
il deserto è amico ti ci puoi incontrare
e nel tuo miraggio la tua nuova testa
sarà come sabbia mossa da tempesta
e il deserto è grande non si può fermare
il deserto avanza ancora giunge fino al mare
il deserto presto spazzerà i confini
il suo vento teso coprirà i giardini

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